2010

Memories of Love

Il suono ed il silenzio, il ricordo, la memoria, l’intuizione e il conseguente sviluppo di una
personalità creativa rappresentano alcune delle fasi essenziali della vita dell’uomo e avvolgono
il suo intero essere in ogni momento. La musica, che è in qualche modo organizzazione dei
suoni, diventa, così, un vero processo di vita, un sentire ogni volta diverso, una libera riflessione
dell’essere: pensiero. Ognuno di noi, ascoltando dei suoni, in base alla propria esperienza
intellettuale e profondità percettiva, cerca, anche inconsciamente, di stabilire un ordine, non
necessariamente logico, o teleologico. In questo modo, quell’ordine, percepito nel nostro tempo
– personale parentesi temporale nel tempo totale -, crea già il passo successivo dell’elaborazione
come processo esclusivo del nostro essere, appunto; e l’intuizione è proprio l’elemento
fondamentale da cui partire per condurci ad ogni forma di elaborazione aperta.
Questo libro rappresenta per me, ancora una volta, la presenza della musica nella mia vita,
come una forma ri-tagliata nel tempo tesa a conferire instancabilmente un significato nuovo
alla vita stessa.
Nelle sue conversazioni Cage afferma che il tempo è la dimensione reale di ogni musica e che
comporre è come scrivere una lettera ad uno sconosciuto, fare delle domande; ed è proprio lo
sviluppo del racconto (la domanda in questo caso rappresenta un elemento unificatore comune
alle risposte) che rivela – a chi è aperto completamente alla percezione sonora – elementi di
grande fascino e valenza misterica, di tensione verso una nuova esperienza di vita: un nuovo
modo di abitare il mondo, l’ambiente che ci circonda.
Uno degli aspetti più veri ed interessanti della musica, infatti, è rappresentato proprio dall’incontro
tra l’uomo – immerso nel suo habitat in continuo adattamento – e la sua spiritualità.
Questo brano – Memories of Love -, seppur fitto di una flessuosa e plastica trama melodica,
intriso di rapidi cambiamenti metrici e di cangianti colori armonici, credo che lasci molto spazio
al musicista, fornendogli una certa libertà di esecuzione e di interpretazione, nonostante le
puntuali e dovute ancore della partitura; mi auguro che possa condurlo nei sentieri più vicini al
suo essere poiché, sostanzialmente, il filo compositivo sotteso muove da un pensiero piuttosto
aperto ed intenzionalmente non vincolante, che si svolge isolando, semplicemente, a posteriori,
la gioia di momenti anche inconsci riconosciuti speciali: il ricordo di tutto ciò che ci è stato
donato, di tutto l’amore ricevuto, sin da bambini – nel confronto temporale col presente -, rivive
in quello che siamo ed in quello che cercheremo di essere, nella musica che saremo – nel futuro
-, nel senso che riusciremo a dare al tempo nella ricerca della costruzione della sua verità
oggettiva (?).

Vedi le prime pagine della partitura