2006

MP2 live Mezza Pagni Jazz Duo

MP2 live Mezza Pagni Jazz Duo
Pubblicato dalla Splasc(H) Records.
Recorded live at La Palma Club.

1) Giant Steps (J.Coltrane) 5:55
2) Sno’ Peas (P.Markowitz) 6:52
3) Trinkle Tinkle (T.Monk) 6:36
4) Nostalgia In Time Square (C.Mingus) 10:55
5) Beyond The Odrivelead (V.Mezza) 3:40
6) Homo Ritmicus (V.Mezza) 6:05
7) Impressions (J.Coltrane) 9:26
8 ) Evidence (T.Monk) 6:25
9) Across The Sky (P.Metheny) 2:52
10) Theme for Ayrton (V.Mezza) 8:26

Ascolta un estratto dell’album

Stefano e Vittorio sembrano fatti l’uno per l’altro, tanto sono diversi: il canto silente del basso, scuro e antico, nero mingusiano, accoglie e sposta la feroce poesia del pianoforte e le sue cascate di grida vertiginose, gridi sempre al limite diqualcosa.

Entrambi in fuga, “non so cosa cerco ma quando lo trovo lo riconosco”. E molte emozioni ho riconosciuto, immagini forti e tenere di passione e stupore, di ascolto nel desiderio dell’altro e di muoversi su linee di variazione comuni, inventate da loro due in quell’attimo – quale splendida interazione! – e che rompono con i sistemi correnti, quelli dell’intrattenimento stolto o del prodotto ben confezionato per piacere atutti i costi.

Qui siamo invece, finalmente, fuori dalle etichette, MP2 parla una lingua sola ma in modo bilingue: come direbbe Deleuze, sanno “parlare nella propria lingua come uno straniero. Bisognerebbe riuscire a scrivere nello stesso modo con cui un topo torce la propria coda, o come un uccello emette un fischio, come un felino si muove o dorme pesantemente”. È quanto avviene nella foresta che attraversiamo ascoltando questo lavoro eccellente, fino al barrito conclusivo di Theme for Ayrton, oltre il quale le parole si perdono per approdare all’ineffabile.

Paolo Damiani

È chiaro che, quando accetto di scrivere lenote di copertina per un cd, significa che lamusica mi è piaciuta molto. Vale a dire, mi ha ispirato delle idee da tradurre in parole. Ma questa volta è accaduto qualcosa di più.Conoscevo uno dei due musicisti, Vittorio Mezza, per averlo ammirato a Reggio Calabria in apertura del festival 2005 di Roccella Jonica al quale non manco mai. Poi ho letto i due brevi pedigree, il suo equello di Stefano Pagni che iniziano nello stesso modo: «Diplomato in (…) e laureando in Jazz al Conservatorio S. Cecilia».

A questo punto mi sono disposto nel migliore dei modi, perché, a mio avviso, oggi le biografie dei giovani musicisti di jazz devono cominciare così. È finita, cioè, l’epoca eroica dei Grandi Autodidatti: fra i giovani si accettano ormai rare eccezioni soltanto per straordinari e comprovati talenti naturali. Ho ascoltato dunque i dieci brani di MP2 per mezzo di un normale lettore di cd traendone la soddisfazione che mi attendevo, tanto è vero che ho avvertito l’esigenza di riascoltarli in cuffia, in modo da staccare meglio i suoni e sentirmi più solo con la musica dei magnifici due. Non mi accade spesso.

Ne ho ricavato impressioni assai vive. La tecnica perfetta di entrambi, innanzitutto, posta al servizio di una capacità espressiva intensa e adeguata alle esigenze dei singoli brani; il senso del jazz, per nulla posto in ombra dall’esperienza accademica, ma anzi rafforzato; le influenze “altre” (anche orientali, in qualche tratto) talvolta cercate con garbata consapevolezza; la bellezza dei temi scritti da Mezza e l’ottima scelta di quelli di Coltrane, Monk, Mingus, Metheny e Markowitz, fatti propri con evidente originalità. Non credo sia necessario aggiungere altro.

Franco Fayenz