Recensione al disco LIFE PROCESS

Recensione al disco LIFE PROCESS di VITTORIO MEZZA – ABEAT RECORDS 2012

A cura di (Luciano Vanni – Direttore di JAZZIT MAGAZINE)

Un disco importante che colloca Vittorio Mezza tra i più sensibili e profondi pianisti della scena  jazzistica nazionale. ‘’Life Process’’ ospita brani originali, quattro standard della canzone americana e un classico di Pino Daniele, mantenendo comunque una profonda coerenza stilistica: perché Mezza ama plasmare il materiale, lavorando profondamente su armonizzazioni e poliritmie. Molto interessante è la gestione degli standard. Mr. P. C. di John Coltrane è l’unico blues interpretato, che Mezza riarmonizza con triadi sovrapposte, sostituzioni di accordi e spostamenti ritmici, senza perdere anima afro e blues felling. Anche la composizione Caravan è scomposta ma mantiene inalterata la forma AABA, così come On Green Dolphin Street, un pezzo arrangiato con sovrapposizioni armoniche, poliritmie e trasferimento delle frasi dalla mano destra alla sinistra, per esaltare le differenze e la brillantezza dei vari registri. Weel You Needen’t è un 6/4 che evidenzia la passione di Mezza per Debussy. Nella scrittura degli originali fa emergere fresche linee melodiche (I sorrisi delle Donne), partiture liriche (The Way After) e melanconiche in 5/4 e 6/4 (The Human Burden Sense), giochi armonici alla Jarrett (Id(a) est) o timbrici (Evanescenze), operando per sottrazione di note. E infine Quando, in cui Mezza improvvisa sulla forma chiusa di una canzone italiana, un divertissement che testimonia il suo grande patrimonio espressivo.

(Luciano Vanni – Direttore di JAZZIT MAGAZINE)